“Per non morire prima”: ridurre cancro e infarti iniziando l’attività fisica

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“Per non morire prima”: ridurre cancro e infarti iniziando l’attività fisica

 “Per non morire prima”: ridurre cancro e infarti iniziando l’attività fisica

Se esistesse una pillola in grado di dimezzare le probabilità di morire per cancro e malattie cardio-vascolari si venderebbe come il pane – a qualunque prezzo. La medicina che fa ciò esiste e tutti la conoscono, si chiama attività fisica ma non è, purtroppo, una pillola bensì uno stile di vita da acquisire e migliorare (cioè aumentare) sempre più.

Non essere una pillola ma un comportamento – faticoso ed invadente nella nostra vita di tutti i giorni – lo rende impopolare e, in ultima analisi, poco praticato. Peccato.

Ho già parlato di attività fisica ed esercizio (e della differenza che esiste fra queste modalità) in articoli precedenti che vi invito a rileggere. Oggi vi mostro le schiaccianti prove scientifiche di quanto sia potente la medicina chiamata attività/esercizio fisico, non solo per chi la pratica da sempre ma anche – e questo è straordinario – anche per chi inizia a 30-40 anni e perfino per chi inizia più tardi, a 50, 60 anni e anche oltre. Insomma non è mai troppo tardi.

Attività/Esercizio Fisico è MEDICINA SALVAVITA

Attività fisica ed esercizio fisico sono complementari e perciò, per semplificare, li tratterò insieme: in questo articolo Attività fisica ed Esercizio fisico diventano così ATTIVITÀ/ESERCIZIO. Inizio col ricordarvi che il volume di attività/esercizio, cioè il numero di ore settimanali dedicate a questi comportamenti salutari, sono associati, in misura dose-dipendente come qualunque altra medicina, ad un esito fondamentale: la riduzione della mortalità.

Nella figura che segue il numero di persone che muore (per qualunque causa) si riduce con l’aumentare dell’attività/esercizio. Su 100 persone che seguono le indicazioni (150 min la settimana di attività/esercizio) circa 30 persone si salveranno la vita. Su 100 persone che svolgono da 3 a 5 volte questo volume di attività/esercizio (cioè da 450 minuti in su la settimana), ben 40 avranno salva la vita. Questi numeri significano che la condanna a morte per pigrizia viene commutata in una vita lunga e in buona salute per circa 40 persone ogni 100. Abbastanza impressionante, credo, ma c’è di più.

 

grafico

Il grafico è tratto da “Leisure Time Physical Activity and Mortality: A Detailed Pooled Analysis of the Dose-Response Relationship” JAMA (Journal of the American Medical Association), anno 2015; volume 175, pagine 959-967. doi:10.1001/jamainternmed.2015.0533

 

Attività/Esercizio Fisico riduce le morti per Cancro

Chi non ha vissuto l’amarezza e il dolore per aver perso per cancro un membro della propria famiglia o un caro amico? Il cancro è pervasivo nella popolazione e non risparmia persone giovani, ancora nel fiore degli anni. I progressi nelle cure prolungano la vita e perfino curano molte forme di cancro ma, anche quando hanno successo, condizionano negativamente la qualità della vita per gli effetti collaterali. Voglio qui mostrarvi come l’attività fisica e l’esercizio siano potenti antidoti contro la piaga del cancro. Anche in questo caso userò un grafico per sintetizzare il concetto fondamentale: chi fa più attività fisica ha meno probabilità di morire per cancro. Anche in questo caso vige la regola della dose=risposta: di più è meglio. Il grafico mostra come per aumenti crescenti di attività fisica si riduca la mortalità per cancro, negli uomini e, in misura ancor maggiore, nelle donne. In queste ultime, la “forbice” delle probabilità parla di una riduzione che arriva al 30%.

Anche nel caso del cancro dunque, per merito di questa straordinaria medicina che è l’attività/esercizio, il Boia può andarsene in ferie o addirittura in cassa integrazione: uccide 30 donne in meno ogni 100!

 

grafico2

Grafico tratto da: “Association between physical activity and all cancer mortality: Dose–response meta‐analysis of cohort studies” International Journal of Cancer, Volume: 138, Issue: 4, Pages: 818-832, First published: 28 August 2015, DOI: (10.1002/ijc.29828)

 

Mettersi in forma o Morire Prima? Questo è il dilemma

Finora vi ho descritto I benefici derivanti dall’essere attivi, cioè praticare più attività fisica ed esercizio. Adesso vi mostro i benefici che si ottengono quando l’esercizio riesce a migliorare la nostra forma fisica (fitness). In un articolo precedente vi ho illustrato come si può misurare la fitness, la quale è poi la sintesi del buon funzionamento dei nostri principali sistemi e apparati: cardio-respiratorio, circolatorio, muscolare, metabolico. Chi pratica attività fisica ed esercizio infatti, non solo è bello fuori ma anche dentro: ha il cuore che pompa sangue con maggior efficienza, I polmoni ben capaci di arricchire il nostro organismo di ossigeno e di smaltire meglio l’anidride carbonica, i vasi sanguigni più aperti che trasportano meglio il sangue dove ce n’è bisogno, i muscoli potenti che ci fanno muovere con maggiore facilità e meno sforzo, le articolazioni ben lubrificate che “non si sentono”. E’ facilmente comprensibile che un organismo così “bello” funzioni bene e rimanga più a lungo sano ed efficiente.

Il grafico che segue descrive l’effetto della elevata fitness (la buona forma fisica) sulle probabilità di (NON) morire prima. In alto a sinistra si vede come il beneficio dell’essere in forma è crescente; infatti avere una fitness sotto la media è meglio (cioè si muore meno, si allungano le ferie del boia) che non averla affatto; averla sopra la media è meglio che sotto la media, averla elevata è meglio che averla sopra la media ed infine avere una fitness di elite è ancor meglio che averla elevata. Nel grafico in alto a dx si vede che le donne traggono benefici ancor maggiori degli uomini dal mettersi in forma. Nella tabella in basso vengono dettagliati i numeri; ad esempio la differenza di probabilità di morire prima fra chi ha fitness bassa e chi l’ha elevata è di 3,9 volte, cioè quasi 400 volte. Stupefacente.

 

grafico3

Grafici e tabella tratti da “Association of Cardiorespiratory Fitness With Long-term Mortality Among Adults Undergoing Exercise Treadmill Testing”  JAMA (Journal of the American Medical Association) Network Open. Anno 2018; volume 1:e183605. doi:10.1001/jamanetworkopen.2018.3605

 

Il vil denaro: non essere in forma costa (non solo a noi)

Finora ho espresso concetti altamente etici: salvare vite umane, migliorare la qualità della vita.. Adesso tuttavia voglio scendere di livello e parlare di volgari quattrini.

Quanto costa essere sedentari? E, per converso, quanto risparmierebbe la società in costi per la salute se la popolazione migliorasse il suo livello di fitness? Eccovi un grafico che lo illustra molto chiaramente e che, come i precedenti, deriva da letteratura scientifica di alto livello. Il grafico mostra come, indipendentemente dai fattori di rischio cardiovascolari presenti (pressione arteriosa, livelli di colesterolo e di glicemia, ecc) la buona fitness, qui misurata con un test sul tapis roulant ed espressa in METs, cioè equivalenti metabolici (in parole povere quale velocità e pendenza si è in grado di sopportare) decide quanto un individuo costa alla società (il Sistema Sanitario) per mantenere la sua salute. La fitness è stata misurata a 50 anni, mentre i costi sono stati misurati all’età di circa 70 anni. Per darvi un esempio, il mio personale livello di fitness è di circa 14 METs perchè pratico molta attività ed esercizio fisico e ho un basso indice di rischio cardio-vascolare (la linea verde del grafico di sinistra); pertanto è prevedibile che la mia salute costi alla società circa 10 mila dollari l’anno (circa 8 mila euro). Un mio coetaneo che abbia un livello di fitness di circa 5 METS, in quanto sedentario, e un elevato numero di fattori di rischio cardio-vascolare – linea rossa nel grafico a sinistra perchè obeso, iperteso, ecc. è prevedibile che costi al Sistema Sanitario oltre 25 mila dollari (circa 20 mila euro). A livello di popolazione questa differenza di costi è, evidentemente, impressionante.

 

grafico4

Grafico tratto da: “Cardiorespiratory Fitness in Middle Age and Health Care Costs in Later Life” J Am Coll Cardiol. (Journal of American College of Cardiology. Anno 2015. Volume 66. Pagine1876-85. doi: 10.1016/j.jacc.2015.08.030

 

Conclusioni

Mi scuso con i lettori di questo articolo per aver detto ciò che tutti sanno, in fondo una serie di banalità: fare attività fisica fa bene, fare esercizio (cioè attività fisica organizzata e finalizzata a migliorare la forma fisica) fa ancora meglio. Forse potevo risparmiarmi la fatica di scriverlo questo articolo. O forse no. Provo ad elencare alcuni punti chiave dell’articolo per vedere se, in fondo, ho fatto bene a scriverlo e a proporvelo:

  1. Anche se tutti sanno che fare attività e mettersi in forma fa bene, forse non tutti sanno QUANTO faccia bene; nell’articolo penso di averlo mostrato con chiarezza;
  2. Questo articolo mostra come I concetti di beneficio del mettersi in forma derivino dalla ricerca scientifica: qui ho mostrato i risultati della letteratura scientifica di più alto livello e qualità;
  3. Gli effetti dello stile di vita sul cancro sono meno conosciuti di quelli sulle malattie cardio-vascolari, qui ho mostrato come essi siano stupefacenti;
  4. Gli effetti della fitness sui costi sanitari forse sono meno noti;
  5. Il concetto che attività fisica ed esercizio sono una Medicina potente merita di essere conosciuto e diffuso per I benefici che può apportare ad ogni individuo e alla popolazione nel suo insieme.

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